Programma Viaggio in Messico marzo 2019  
  Scritto da fuoridaltem  
   
 
Programma Viaggio in Messico (8-26 marzo 2019)

 (16 notti, 17 giorni)

 

 

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venerdì 8 marzo - Si può scegliere tra:

     Partenza da Roma Fiumicino alle 19,35 con volo Lufthansa LH1847 per Monaco di Baviera con arrivo alle 21,05 e ripartenza per Città del Messico alle 22,40 con volo Lufthansa LH520. Arrivo a Città del Messico alle 4,05 del giorno 9.

     Partenza da Milano Malpensa alle ore 17,20 con volo Lufthansa LH1861 per Monaco di Baviera con arrivo alle 18,30. Si riparte per Città del Messico insieme al gruppo partito da Roma con volo Lufthansa LH520. Arrivo a Città del Messico alle 4,05 del giorno 9.


sabato 9 marzo - Arrivo a Città del Messico alle 4,05. All’aeroporto CAMBIAMO I SOLDI, perché è qui che troviamo il tasso di cambio più vantaggioso di tutto il viaggio. Prendiamo i taxi (quelli grandi possono portare 7 persone ciascuno) per lo Zocalo (il centro antico della città – si chiama così dappertutto in Messico), facciamo colazione e prendiamo possesso delle camere del nostro Hotel Sevilla (http://www.sevilla.com.mx/) ; verso le 9 andiamo (in autobus) a visitare il Museo di Storia e Antropologia a Chapultepec, in città. Prende tutta la giornata: è immenso, c’è tutto, vedremo anche cose che non riusciremo a vedere in loco. Assistiamo anche, prima di entrare al Museo, allo spettacolo mozzafiato dei Voladores di Papantla, che si rappresenta davanti all’ingresso del Museo.

In serata, chi ne ha ancora le forze andrà a cena in un ristorantino tipico vicino al nostro hotel.

 

domenica 10 marzo – Ci rechiamo in uno dei luoghi sacri dedicati al culto di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato: Xochicalco (letteralmente, Il Luogo dei Fiori). Le attrazioni principali del sito sono un grande campo di gioco della pelota, i bassorilievi raffiguranti il Serpente Piumato, e soprattutto la grotta denominata Observatorio de Quetzalcoatl che, dopo essere stato chiuso al pubblico per anni per via di un crollo, recentemente è tornata ad essere accessibile. Il luogo è magico, e nei 2 giorni in cui il sole è    

allo zenit su quest’area (a maggio e a luglio) il tubo zenitale situato sul soffitto della grotta lascia passare, a mezzogiorno, un fascio di luce che sembra una colata di metallo incandescente, tanto è luminoso, abbagliante. Il sito permette di determinare con precisione assoluta il giorno (o meglio i giorni, poiché il sole passa  due volte sullo zenit – ma in date diverse a seconda della latitudine) in cui il Sole si trova allo zenit (a perpendicolo) in quella regione. Noi non lo visitiamo nel periodo dello zenit ma in compenso potremo assistere dal vivo ad un altro effetto di luce ai confini della realtà – ma non vogliamo anticipare di cosa si tratta: sarà una sorpresa mozzafiato per tutti! A seguire, visitiamo Huehuecoyotl, il primo eco-villaggio delle Americhe. Compatibilmente coi suoi impegni, saremo accompagnati per tutta la giornata da Alberto Ruz Buenfil, co-fondatore dell’ecovillaggio.

lunedì 11 marzo – Dopo colazione (in hotel) andiamo a Teotihuacan (un’ora e mezza circa di viaggio), Il Luogo In Cui Gli Uomini Conoscono i Propri Poteri Divini. Monumentale, impressionante. Saliremo sulla gigantesca Piramide del Sole; sotto le migliaia di tonnellate della sua mole c’è la grotta sacra del Serpente, cui accedono solo Los Nueve Ancianos per le cerimonie che si tengono proprio lì.

 

Fu qui che, nell’equinozio di Primavera del 2002, José Argüelles (autore de Il Fattore Maya) fu riconosciuto da Los Nueve Ancianos – rappresentanti della tradizione sciamanica mesoamericana ­­– come Colui Che Chiude il Ciclo. Visita alla Piramide della Luna, da cui – negli anni ’30, durante lavori di ristrutturazione, furono sottratte (a quanto pare dal sovrintendente ai lavori) le lastre di mica originarie provenienti dal Brasile, e alla Cittadella di Quetzalcoatl, sotto la quale è stato scoperto recentemente un tunnel con cinquantamila oggetti rituali e... un fiumiciattolo di mercurio!

 


Nel pomeriggio ci rechiamo a Tula, capitale Tolteca (altre due ore di viaggio). Vediamo i mitici Atlanti, i guerrieri cosmici toltechi. Tula è la Tollan archetipica, luogo delle origini (non solo dei Maya) nella cosmologia delle tradizioni mesoamericane. Negli scritti di Carlos Castaneda, che espongono la visione del mondo propria delle tradizioni sciamaniche del Messico antico, si afferma che tutte le tribù pellerossa nordamericane odierne sono in realtà discendenti dei Toltechi – che all’arrivo dei conquistadores, dopo essere stati sconfitti, si dispersero nelle zone semidesertiche del nord del Messico e poi via via sempre più a nord. Gli Yaqui, etnia di cui fa parte il leggendario Don Juan (lo sciamano maestro di Carlos Castaneda), scelsero deliberatamente di stabilirsi in zone remote e di difficile accesso, proprio per poter meglio preservare la purezza degli insegnamenti di cui erano custodi.

 

In serata chiudiamo in bellezza andando a cena in uno dei ristoranti storici più pittoreschi dello Zocalo e di tutta Città del Messico, Sanborn de los Azulejos, situato in un palazzo d’epoca impreziosito dalle piastrelle provenienti da Puebla e dagli affreschi di Orozco, Frida Khalo e altri; cenare qui è un’esperienza indimenticabile, con le cameriere in costume tradizionale e retino sui capelli. Qui, secondo la leggenda, venne avvistato più volte il fantasma de La Llorona, amante indigena di Cortez cui è dedicata una delle più belle ballate tradizionali messicane.

 


martedì 12 marzo – Oggi la nostra destinazione è un sito “minore”, ma di grande atmosfera, Calixtlahuaca: un altro di quei siti cerimoniali ‘dimenticati’ di cui è piena la Mesoamerica. Il suo nome deriva dall’agave, cactacea di cui ammireremo esemplari giganteschi, a cui gli antichi popoli del Messico tributavano un culto speciale. L’importanza del sito è dovuta alla forma circolare della struttura scalonata principale, rara in Messico, dedicata al culto di Quetzalcoatl nel suo aspetto di Ehecatl, dio del Vento. Questo luogo è pieno di misteri: una delle sue strutture, vista dall’alto, ha la forma inconfondibile di una croce “Ankh” della tradizione egizia e – come se non bastasse – nel sito gli archeologi hanno rinvenuto, nel 1933, una figurina romana in terracotta....

 


mercoledì 13 marzo – Prepariamo i bagagli e dopo la colazione facciamo check-out dall’hotel e andiamo a visitare Cuicuilco, enigmatico sito totalmente ignorato dai circuiti turistici. Situato praticamente dentro la metropoli (si vedono grattacieli, stradoni, cartelloni pubblicitari extra-large), la sua particolarità consiste nel fatto che il tempio è circolare, cosa rarissima nella Mesoamerica. Alcune delle strutture architettoniche del complesso di Cuicuilco sono semisommerse dalla lava, e un ulteriore elemento di interesse del luogo consiste nel fatto che i geologi hanno opinioni differenti da quelle degli archeologi quanto alla datazione delle colate laviche: mentre gli archeologi datano il sito al I secolo d.C., come testimoniano i cartelli sparsi nel sito, i geologi sostengono che la lava ha un’età di 7.000 anni...!!! Dunque, se la lava è di 7.000 anni fa, allora i templi, che stanno sotto la lava, a quando risalgono? Ecco uno di quegli innocenti quesiti che vengono sistematicamente ignorati dagli studiosi ufficiali, dal momento che – se fosse appurata una simile età per le colate laviche – loro dovrebbero rivedere un attimo tutta la storiografia delle civiltà mesoamericane!


Poi torniamo in hotel, pranziamo e andiamo all’aeroporto; partiamo alle 18,51 con volo Volaris 794 e arriviamo a Tuxtla Gutierrez alle 20,34; da lì proseguiamo in bus o taxi fino a San Cristobal de las Casas (poco più di un’ora di viaggio). Una volta arrivati, prendiamo possesso delle camere dell’Hotel Jardines del Cerrillo

(https://www.booking.com/hotel/mx/jardines-del-cerrillo.it.html), ci godiamo l’atmosfera della cittadina e ceniamo in un ristorante tipico.

 

giovedì 14 marzo - La tranquilla cittadina coloniale di San Cristobal de las Casas è improvvisamente diventata famosa in tutto il mondo la notte del Capodanno 1994, quando l’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) prese di sorpresa l’esercito messicano e si impadronì di mezzo Stato del Chiapas per protestare contro le vessazioni subite dal governo e dai militari e le precarie condizioni di vita dei residenti, diretti discendenti dei Maya. Ancora oggi, buona parte del territorio chiapaneco, compresa la Selva Lacandona, è sotto il controllo delle milizie zapatiste e non dell’esercito messicano. Dopo colazione andiamo a visitare l’imperdibile Centro di Medicina Indigena – dove potremo acquistare rimedi naturali per ogni tipo di disturbo. Dopodiché si parte per il piccolo paesino di Chamula (mezz’ora di strada), con la sua sensazionale attrazione, la chiesa di San Juan de Chamula, ASSOLUTAMENTE SENZA MACCHINA FOTOGRAFICA – è tassativamente vietato e la gente del posto non è tenera con i trasgressori. È un luogo magico e inquietante: pur essendo una chiesa cristiana con tanto di statue di santi e gran profusione di elaborate composizioni floreali (preparate esclusivamente da uomini), il pavimento è ricoperto di aghi di pino, e le curanderas tengono lì le limpias, cerimonie di pulizia energetica che di cristiano non hanno proprio niente (chi vuole potrà richiederne una, ci si rivolge a qualche anziano e si contratta). Chamula è anche rinomata per il copal, incenso Maya, che solitamente acquistiamo con i soldi della cassa comune per poi dividere il copal tra tutti i partecipanti. Tornati a San Cristobal, abbiamo ancora tempo per visitare il centro storico, passeggiare e andare a cena.

 


venerdì 15 marzo – San Cristobal: le sue stradine, le librerie, il pittoresco mercato coperto, le bancarelle degli artigiani chiapanechi. Questo è il luogo migliore per acquistare l’ambra, che viene estratta nella zona, e il cacao, altra eccellenza locale. È la più bella tra le città che visiteremo nel nostro viaggio, e la giornata di oggi è libera da impegni proprio per consentire a tutti di assaporare l’atmosfera unica della cittadina e fare… gli zapaturisti !!!

 

sabato 16 marzo – Check-out dall’hotel e si parte per la visita al centro cerimoniale di Toninà (2 ore), con la sua gigantesca piramide a nove livelli. Qui si trova lo straordinario Mural de las Cuatro Eras, enorme scultura che rappresenta il succedersi delle quattro ere del mondo secondo la mitologia Maya. Il sito si trova nella Selva Lacandona “occupata e liberata”, zona che è sotto il controllo dell’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) in seguito all’insurrezione armata del 1994.

 


Terminata la visita a Toninà, ci rechiamo a Palenque (altre 2 ore di viaggio), dove alloggiamo all’Hotel Xibalba (http://www.hotelxibalba.com/).

                                                                                                                                      

domenica 17 marzo – Andiamo a Bonampak (tre ore di viaggio), sito Maya incastonato nel profondo della Selva Lacandona. I Lacandone sono, secondo gli antropologi, i discendenti più ‘puri’ dei Maya; scalzi, con i lunghi capelli neri e le tuniche bianche, hanno 100% sangue Maya; purtroppo ne sono rimasti poche centinaia, sempre più occidentalizzati e ‘modernizzati’. Il sito è famoso per le meravigliose pitture murali, miracolosamente conservate in ottimo stato pur essendo stati negletti per secoli nell’ambiente umidissimo della foresta.

 


lunedì 18 marzo – Visita all’affascinante centro cerimoniale di Palenque, immerso nel verde. Palenque è IL sito cerimoniale Maya per eccellenza. Qui, nel 1952, nelle profondità del Tempio della Iscrizioni, fu rinvenuta la cripta sotterranea che ospita il sarcofago del mitico Pacal Votan, rimasto nascosto agli occhi del mondo per... 1.260 anni! A fianco al Tempio delle Iscrizioni, nel tempio XIII (...) fu scoperta recentemente la sepoltura della Regina Rossa, vero mistero nel mistero. Alcuni siti internet hanno diffuso recentemente la notizia dell’avvenuto risigillamento del coperchio sulla tomba (scoperta nel 1952), nella cripta sotterranea. Dopo pranzo, trasferimento a Merida (6 ore e mezza di strada), dove alloggeremo presso l’Hotel Caribe, vecchio edificio coloniale ristrutturato, con piscina all’aperto al terzo piano! (https://www.hotelcaribe.com.mx/en/home)

 

martedì 19 marzo – Dopo colazione partiamo alla volta di Uxmal (1 ora e 20 minuti di viaggio), dove c'è la magnifica Piramide dell'Indovino, struttura i cui spigoli sono smussati e arrotondati; una delle due scalinate è ripidissima, ma è vietato salire. Il sito è molto grande ed è popolato da una gran quantità di iguana. Vicino Uxmal ci sono i cinque siti della Ruta Puuc; noi ne visitiamo uno, Sayil, famoso per il suo arco.

 

mercoledì 20 marzoAl mattino, dopo aver fatto colazione, andiamo al Palacio del Gobernador ad ammirare il quadro che immortala il vescovo Diego De Landa mentre getta nel fuoco codici, idoli e icone Maya, nell’infame autodafé di Izamal).

 


Dopo pranzo si va a Izamal, proprio l’anonimo paesino dove però nel 1562 avvenne l’infame rogo di oggetti rituali e codici Maya, e dove sorge una enorme basilica di S. Antonio (costruita sulla base di una preesistente piramide, oggi distrutta), curiosamente visitata ben tre volte da Papa Woytila, cui è dedicato un mezzobusto all’ingresso della basilica). Nella chiesa si può ammirare un crocifisso nero. I misteri di Izamal... In serata, a Merida, nella Plaza centrale, a un isolato del nostro hotel, ci sono sempre spettacoli gratuiti, tra cui meritano di essere menzionate le danze di gruppo in costume tipico yucateco e la rievocazione del gioco (rituale) della pelota.

 

giovedì 21 marzo – Oggi è il grande giorno !!! Essere qui il giorno dell’equinozio ci permette di partecipare a due cerimonie cosmiche, una all’alba e

 l’altra poco prima del tramonto; due benedizioni di luce che sono gli highlights di questo viaggio di marzo. Alle 4 del mattino saremo già sul nostro pullmino per poter essere a Dzibichaltun (45 minuti di strada) prima dell’alba, perché è all’alba che c’è lo spettacolo mozzafiato del sole che, appena spuntato, si va a posizionare precisamente nel bel mezzo del portale dell’edificio situato alla fine del viale principale del sito. Il pubblico viene tenuto a distanza di sicurezza perché se qualcuno salisse sul tempietto rovinerebbe lo spettacolo. Il sole si va a posizionare esattamente al centro del portale, l’effetto è straordinario ma dura solo un paio di minuti. Una volta presa questa benedizione di luce, torniamo a Merida dove facciamo colazione, possiamo fare un bagno in piscina e poi facciamo check-out dall’hotel; pranziamo e ci dirigiamo verso Chichen Itza (2 ore di strada) per unirci ai 40-50.000 che attendono il favoloso spettacolo del serpente di luce e ombre disegnato dal sole sulla scalinata della Piramide di Quetzalcoatl. Si possono vedere entrambi questi effetti di luce sui video di YouTube, ma non è esattamente la stessa cosa… essere lì in quei momenti è un’esperienza indimenticabile, e significa ricevere una benedizione di luce formidabile.

 


La piramide di Kukulkan (nome Maya di Quetzalcoatl) è un calendario di pietra, con i suoi 91 scaloni per lato (4 x 91 = 364, più il tempio in cima 365). Nei giorni dell’equinozio, a marzo e settembre, si produce il gioco di luce e ombra che disegna un serpente sul corrimano della scalinata nord, che termina a terra con la scultura di un gigantesco serpente piumato con le fauci spalancate. Votato come una delle ‘sette meraviglie del mondo’, è un sito molto importante, in cui si può apprezzare l’influenza tolteca nell’ultimo periodo Maya. Tra le strutture più importanti spiccano anche l’osservatorio El Caracol e il cenote, specchio d’acqua dolce di rilevanza cerimoniale, in cui venivano sacrificate fanciulle predestinate; sul fondo sono state rinvenute svariate offerte, tra cui oggetti d’oro. In serata, stanchi ma felici e carichi di energia,  arriviamo a Valladolid, dove alloggiamo nel lussuoso Ecotel Quinta Regia (5 stelle): http://www.ecotelquintaregia.com.mx/en

 

venerdì 22 marzo – Visita al sito Maya di Tulum (due ore di viaggio), meraviglioso perché si affaccia sul Mar dei Caraibi. Tra iguana e frotte di turisti, potremo ammirare gli edifici dedicati al culto del cosiddetto Dio Discendente e la struttura principale ribattezzata El Castillo dagli spagnoli; dopo un tuffo caraibico e un pranzo al sacco ci dirigiamo poi a Cobà (un’ora di strada), sito Maya in cui si incontrano le linee del Sacbeob, fitto intreccio di strade lastricate che solcano l’area, alcune delle quali lunghe 200 km; nel sito spiccano due campi del gioco rituale della pelota e il Nohoch Mol, la più alta piramide dello Stato di Quintana Roo.

 


sabato 23 marzo –  Facciamo check-out dall’hotel e andiamo a visitare Ek Balam, un altro di quei siti inspiegabilmente disertati dai circuiti turistici (per nostra fortuna). Aperto al pubblico solo una decina di anni fa, la sua importanza è dovuta al fatto che in una nicchia della piramide principale fanno bella mostra di sé due sculture di esseri umani alati, il che rende questo sito assolutamente unico tra le vestigia Maya, nonostante nessun ‘esperto’ dei Maya abbia mai ritenuto di dover scrivere due righe su quest’anomalia – come se la presenza di esseri alati in una scultura Maya fosse qualcosa di normale… La giornata prosegue con il pranzo e la visita al cenote Xkeken, limpido laghetto sotterraneo nel quale chi vuole potrà farsi un indimenticabile bagno – e col caldo che fa in Yucatan, anche a marzo, vedrete che saranno in molti…  Tornati a Merida, in serata (sempre all’Hotel Caribe) ci godiamo la cena che si concluderà con un’altra esperienza indimenticabile: il cocktail locale denominato “Sacrificio Maya”, la cui consumazione richiede un’elaborata preparazione e l’intervento di almeno due camerieri...

 


domenica 24 marzo – Dopo colazione ci prendiamo una mezza giornata di libertà, da dedicare ad attività rilassanti (tipo bagno in piscina in hotel) o allo shopping (vivamente consigliato l’acquisto di un’amaca; Merida è famosa in tutta l’America Latina per le sue amache); Merida, detta La Blanca, è culturalmente molto ricca, piena di librerie, biblioteche, ecc. ed è famosa per il suo artigianato tessile; oggi qui possiamo fare shopping consumando un po’ dei pesos rimasti nelle nostre tasche. Prima di pranzo facciamo check-out dall’hotel, e dopo pranzo, nel pomeriggio, andiamo in aeroporto per prendere il nostro volo (Volaris 757) per Città del Messico alle 18,15; all’arrivo (ore 20,27), torniamo all’Hotel Sevilla.

 

lunedì 25 marzo – La nostra ultima mezza giornata di viaggio è libera, e ognuno potrà scegliere di fare ciò che più gli piace; tra le possibilità: la visita allo Zocalo, la piazza centrale della città, con annessa visita a ciò che rimane del Templo Mayor azteco e alla Cattedrale, costruita proprio sopra il tempio; molto vicino c’è anche il Museo Bellas Artes, con opere di Diego Rivera, Frisa Kahlo, Rafael Orozco e altri artisti e muralisti messicani celebri; sempre in zona c’è la storica Torre Latino Americana, con il belvedere da cui si gode della vista di tutta la megalopoli; più distante c’è anche l’incredibile e pittoresco mercato esoterico di Sonora, dove tra articoli di sicuro interesse come cristalli, saponi e creme vegetali, incenso e copal, sono in vendita anche pupazzi, spilli, animali impagliati, icone della Santa Muerte e altre amenità del genere – molto ricercate dai santeros, praticanti locali di magia nera. Poi si torna in hotel per riprendere i bagagli e andare all’aeroporto, dove alle 21,05 parte il nostro volo di ritorno Lufthansa LH499 per Francoforte.

 

martedì 26 marzo –  Arriviamo a Francoforte alle 14,50 e alle 15,40 ripartiamo con volo Lufthansa LH240 per Roma Fiumicino, con arrivo alle 17,05, oppure per Milano Malpensa alle 16,35 con volo Lufthansa LH254 e arrivo a Malpensa alle 17,45.