programma viaggio in Messico 11-28 marzo 2018  
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  Inserito il 26-11-2017  
 

                                                             Programma Viaggio in Messico
                                                                       11 - 28 marzo 2018
                                                                        
(16 notti, 17 giorni)


domenica 11 marzo - Partenza da Roma Fiumicino alle 10,30 con volo diretto Alitalia; arriviamo a Città del Messico alle 17,35. All’aeroporto CAMBIAMO I SOLDI (lì abbiamo il cambio più vantaggioso di tutto il viaggio, quindi la cosa migliore da fare è cambiare tutto qui, sia per la cassa comune che per i partecipanti; avremo un’altra occasione per cambiare qui, sei giorni dopo, quando torneremo all’aeroporto per prendere il volo per Tuxtla Gutyierrezx); poi prendiamo i taxi (quelli grandi possono portare 7 persone ciascuno) per lo Localo (il centro antico della città – si chiama così dappertutto in Messico) e prendiamo possesso delle camere del nostro Hotel Sevilla (http://www.sevilla.com.mx/); ci sistemiamo e raccogliamo le forze per la nostra prima cena messicana.

lunedì 12 marzo – Andiamo (in autobus) a visitare il Museo di Storia e Antropologia a Chapultepec, in città. Prende tutta la giornata: è immenso, c’è tutto, vedremo anche cose che non riusciremo a vedere in loco. Assistiamo anche allo spettacolo mozzafiato dei Voladores di Papantla, che si rappresenta davanti all’ingresso del Museo.
In serata, vicino al nostro albergo c’è uno dei ristoranti storici più pittoreschi dello Zocalo e di tutta Città del Messico, Sanborn de los Azulejos, situato in un palazzo d’epoca impreziosito dalle piastrelle provenienti da Puebla e dagli affreschi di Orozco; cenare qui è un’esperienza indimenticabile (tuttavia difficilmente spenderemo più di 15 euro a testa), con le cameriere in costume tradizionale e retino sui capelli. Qui, secondo la leggenda, venne avvistato più volte il fantasma della Llorona, amante indigena di Cortez cui è dedicata una delle
più belle ballate tradizionali messicane.

martedì 13 marzo – Da oggi, per quattro giorni, abbiamo a disposizione un pullmino con autista; cominciamo col visitare Cuicuilco, enigmatico sito
totalmente ignorato dai circuiti turistici. Situato praticamente dentro la metropoli (si vedono grattacieli, stradoni, cartelloni pubblicitari extralarge), la sua particolarità consiste nel fatto che la piramide lì è circolare, cosa rarissima nella Mesoamerica. Alcune delle strutture architettoniche del complesso di Cuicuilco sono semisommerse dalla lava, e un ulteriore elemento di interesse del luogo consiste nel fatto che i geologi hanno opinioni differenti rispetto agli archeologi quanto alla datazione delle strutture architettoniche sommerse dalle colate laviche: mentre agli archeologi datano il sito al I secolo d.C., i geologi hanno datato le colate laviche a 7.000 anni fa...!!! Dunque, se la lava è di 7.000 anni fa, allora i templi, che
stanno sotto la lava, a quando risalgono? Ecco uno di quegli innocenti quesiti che vengono sistematicamente ignorati dagli studiosi mainstream, ufficiali, dal momento che, se fosse appurata una simile età per le colate laviche, loro dovrebbero rivedere un attimo tutta la storiografia delle civiltà mesoamericane!

Procediamo poi con Malinalco, due ore di viaggio. Luogo misteriosissimo, la sua piattaforma cerimoniale con gli altari è scavata nella roccia viva (caratteristica che condivide soltanto con altri 4 siti al mondo: Petra in Giordania, Abu Simbel in Egitto, Ellora in India, Ollantaytambo in Perù), su un terrazzamento che offre una vista spettacolare. Sito antichissimo, del quale si sa molto poco, dà la sensazione di essere sospeso nel tempo. Si ritiene che fosse un sito sacro in cui venivano iniziati i guerrieri Serpente, Aquila e Giaguaro; è uno di quei luoghi ignorati dal grande circuito, che offre la possibilità di sentire la sua energia senza le interferenze tipiche dei siti super-turistici. È uno dei due luoghi del viaggio in cui si può acquistare il copal, l’incenso cerimoniale mesoamericano.

mercoledì 14 marzo – andiamo a Teotihuacan (un’ora e mezza circa di viaggio), Il Luogo In Cui Gli Uomini Conoscono i Propri Poteri Divini.
Monumentale, impressionante. Saliremo sulla gigantesca Piramide del Sole; sotto le migliaia di tonnellate della sua mole c’è la grotta sacra del Serpente, cui accedono solo Los Nueve Ancianos per le cerimonie che essi tengono proprio lì.
Fu qui che, nell’equinozio di Primavera del 2002, José Argüelles (autore de Il Fattore Maya) fu riconosciuto Los Nueve Ancianos – rappresentanti della
tradizione sciamanica mesoamericna come Colui Che Chiude il Ciclo. Visita alla Piramide della Luna, da cui – negli anni ’30, durante lavori di ristrutturazione, furono sottratte (a quanto pare dal sovrintendente ai lavori) le lastre di mica originarie provenienti dal Brasile, e alla Cittadella di Quetzalcoatl, sotto la quale è stato scoperto recentemente un tunnel con cinquantamila oggetti rituali e... un fiume di mercurio!

Dopo pranzo ci rechiamo a Tula, capitale Tolteca (altre due ore di viaggio). Vediamo i mitici Atlanti, i guerrieri cosmici toltechi. Tula è la Tollan archetipica, luogo delle origini (non solo dei Maya) nella cosmologia delle tradizioni mesoamericane. Negli scritti di Carlos Castaneda, che espongono la visione del mondo propria delle tradizioni sciamaniche del Messico antico, si afferma che tutte le tribù pellerossa nordamericane odierne sono in realtà discendenti dei Toltechi – che all’arrivo dei conquistadores, dopo essere stati sconfitti, si dispersero nelle zone semidesertiche del nord del Messico e poi via via sempre più a nord. Gli Yaqui, etnia di cui fa parte il leggendario Don Juan (lo sciamano maestro di Carlos Castaneda), scelsero  deliberatamente di stabilirsi in zone remote e di difficile accesso, proprio per poter meglio preservare la purezza degli insegnamenti di cui erano custodi.

giovedì 15 marzo – Ci rechiamo in uno dei luoghi sacri dedicati al culto di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato: Xochicalco (letteralmente, Il Luogo dei Fiori). Le attrazioni principali del sito sono un grande campo di gioco della pelota, i bassorilievi raffiguranti il Serpente Piumato, e soprattutto la grotta denominata Observatorio de Quetzalcoatl che, dopo essere stato chiuso al pubblico più di due anni per via di un crollo, recentemente è tornata ad essere accessibile. Il luogo è magico, e nel giorno in cui il sole è allo zenit su quest’area il tubo zenitale situato sul soffitto della grotta lascia passare, a mezzogiorno, un fascio di luce che sembra una colata di metallo incandescente, tanto è luminoso, abbagliante. Il sito permette di
determinare con precisione assoluta il giorno (o meglio i giorni, poiché il sole passa due volte sullo zenit – ma in date diverse a seconda della latitudine) in cui il Sole si trova allo zenit (a perpendicolo) in quella regione. Noi non lo visitiamo nel periodo dello zenit (che è maggio e a luglio) ma in compenso potremo assistere dal vivo ad un altro effetto di luce ai confini della realtà – ma non vogliamo anticipare di cosa si tratta: sarà una sorpresa mozzafiato per tutti!

Proseguiamo spostandoci a Tepoztlan (“pueblo magico”) dove pranziamo al ristorante Las Hormiguitas e poi andiamo a visitare l’eco-villaggio più antico delle Americhe, Huehuecoyotl. Compatibilmente con i suoi impegni, nella giornata di oggi abbiamo l’onore e il privilegio di essere accompagnati da Alberto Ruz Buenfil, figlio dell’archeologo che scoprì la tomba di Pacal Votan a Palenque e co-fondatore di Huehuiecoyotl.

venerdì 16 marzo – Colazione, check-out dall’hotel e si va all’aeroporto a prendere il volo per Tuxtla Gutierrez (volo interno Interjet 2605), capitale dello stato del Chiapas; partiamo alle da lì proseguiamo in bus o taxi fino a San Cristobal de las Casas. Questa tranquilla cittadina coloniale è improvvisamente diventata famosa in tutto il mondo la notte del Capodanno 1994, quando l’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) prese di sorpresa l’esercito messicano, ridicolizzandolo, e si impadronì di mezzo Stato del Chiapas. Ancora oggi, buona parte del territorio chiapaneco è sotto il controllo delle milizie zapatiste e non dell’esercito messicano. Una volta arrivati, prendiamo possesso delle camere dell’Hotel Jardines del Centro (https://www.booking.com/hotel/mx/jardines-del-centro.it.html), ci godiamo l’atmosfera della cittadina e facciamo gli... zapaturisti!

sabato 17 marzo – San Cristobal è, al di là di ogni dubbio, la cittadina più bella tra quelle che visitiamo: le sue stradine, le librerie, il pittoresco mercato coperto, le bancarelle degli artigiani chiapanechi, l’imperdibile centro di medicina indigena – dove potremo acquistare rimedi naturali per ogni tipo di disturbo.

Nel pomeriggio andiamo a visitare il piccolo paesino di Chamula (mezz’ora di strada), con la sua sensazionale attrazione, la chiesa di San Juan de Chamula, ASSOLUTAMENTE SENZA MACCHINA FOTOGRAFICA – è tassativamente vietato e la gente del posto non è tenera con i trasgressori. È un luogo magico e inquietante: pur essendo una chiesa cristiana con tanto di statue di santi e gran profusione di elaborate composizioni floreali (preparate esclusivamente da uomini), il pavimento è ricoperto di aghi di pino, e le curanderas tengono lì le limpias, cerimonie di pulizia energetica che di cristiano non hanno proprio niente . A Chamula possiamo anche acquistare il copal, incenso maya. Proseguiamo poi alla volta di Zinacantan, villaggio tradizionale Maya dove lo stile di vita è immutato da centinaia di anni: visitiamo una tipica abitazione Maya, con le donne intente a tessere al telaio e a cuocere tortillas sul fuoco perennemente acceso. Tornati a San Cristobal, abbiamo ancora tempo per visitare il centro storico e fare shopping sulle bancarelle degli artigiani indigeni.

domenica 18 marzo – Check-out dall’hotel e si parte per la visita al centro cerimoniale di Toninà (2 ore), con la sua gigantesca piramide a nove livelli. Qui si trova lo straordinario Mural de las Cuatro Eras, enorme scultura che rappresenta il succedersi delle quattro ere del mondo secondo la mitologia Maya. Il sito si trova nella Selva Lacandona “occupata e liberata”, zona che è sotto il controllo dell’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) in seguito all’insurrezione armata del 1994. Terminata la visita a Toninà, ci rechiamo a Palenque (altre 2 ore di viaggio), dove alloggiamo all’Hotel Xibalba.

lunedì 19 marzo – Andiamo a Bonampak, sito Maya incastonato nel profondo della Selva Lacandona. I Lacandone sono, secondo gli antropologi, i discendenti più ‘puri’ dei Maya; scalzi,  con i lunghi capelli neri e le tuniche bianche, hanno 100% sangue Maya; purtroppo ne sono rimasti poche centinaia, sempre più occidentalizzati e ‘modernizzati’. Il sito  è famoso per le meravigliose pitture murali, miracolosamente conservate in ottimo stato pur essendo stati negletti per secoli nell’ambiente umidissimo della foresta.

martedì 20 marzo – Visita all’affascinante centro cerimoniale di Palenque, immerso nel verde. Palenque è IL sito cerimoniale Maya per eccellenza. Qui, nel 1952, nelle profondità del Tempio della Iscrizioni, fu rinvenuta la cripta sotterranea che ospita il sarcofago del mitico Pascal Votan, rimasto nascosto agli occhi del mondo per... 1.260 anni! A fianco al Tempio delle Iscrizioni, nel tempio XIII (...) fu scoperta recentemente la sepoltura della Regina Rossa, vero mistero nel mistero. Alcuni siti internet hanno diffuso recentemente la notizia dell’avvenuto risigillamento del coperchio sulla tomba (scoperta nel 1952), nella cripta sotterranea. Dopo pranzo, trasferimento a Merida (6 ore e mezza), dove alloggeremo presso l’Hotel Caribe, con piscina (d’ora in poi, tutti i nostri hotel hanno la piscina).

mercoledì 21 marzo – Oggi è il grande giorno !!! Sveglia prima dell’alba, per essere a Dzibichaltun (45 minuti di strada) prima dell’alba, in tempo per assistere allo straordinario effetto di luce che si produce in questo sito Maya: il sole, appena sorto, si nasconde dietro il tempio alla fine del lungo viale del sito cerimoniale, per emergere e andare a posizionarsi esattamente al centro del portale del tempio. Effetto, spettacolare, dura pochissimi minuti e le parole non sono adeguate per descrivere una simile esperienza.

Alle 6,30 torniamo in hotel a Merida, dove prima delle 12 facciamo check-out. Facciamo o colazione, poi tutti liberi fino a mezzogiorno (si può tornare a dormire, fare un bagno in piscina, o passeggiare per il centro de La Blanca); dopodiché pranziamo, carichiamo o i bagagli sul pulmino e ci dirigiamo a Chichen Itzà (due ore e mezza di guida). Qui c'e' la piramide di Kukulkan (nome Maya di Quetzalcoatl) – un calendario di pietra, con i suoi 91 scaloni per lato (4 x 91 = 364, più il tempio in cima 365), che nel giorno di oggi produce il gioco di luce e ombra che disegna un serpente sul corrimano della scalinata nord, che termina a terra con la scultura di un gigantesco serpente piumato con le fauci spalancate.

Lo spettacolo che si può ammirare è mozzafiato, circa 50.000 persone convergono a Chichen Itza in questo giorno. È l’epifania del Serpente Piumato, una benedizione di luce che fa il paio con quella che ci siamo presi all’alba.

Visitiamo il sito che è molto grande, con l’osservatorio astronomico, l’enorme campo di gioco della pelota, il cenote. Votato come una delle ‘sette meraviglie del mondo’, è un sito molto importante, in cui si può apprezzare l’influenza tolteca nell’ultimo periodo Maya. In serata arriviamo a Valladolid, dove alloggiamo nel lussuoso Ecotel Quinta Regia a 5 stelle (http://www.ecotelquintaregia.com.mx/).

giovedì 22 marzo – Visita al sito Maya di Tulum (100 km, 2 ore), tra gli iguana mimetizzati e le rappresentazioni del misterioso “Dio Discendente”. Ci togliamo lo sfizio di un tuffo nel Mar dei Caraibi con vista sul tempietto detto El Castillo. Dopo pranzo, sulla via del ritorno, visita al sito Maya di Cobà (40 km, 1 ora), dove si trovano la piramide più alta dello Yucatan e il misterioso Sac-beob, ragnatela di sentieri drittissimi, lastricati, lunghi fino a 150 km, che si congiungono nella plaza del centro cerimoniale.

venerdì 23 marzo – Facciamo colazione e partiamo per visitare il Cenote Xkeken detto de la Marrana, tappa rinfrescante nella calura yucateca; poi andiamo a Ek Balam, straordinario sito aperto al pubblico solo pochi anni fa, in cui spiccano le sculture di due esseri umani innegabilmente dotati di grandi ali – un fatto assolutamente anomalo in un sito Maya. In serata, si torna a Merida all’Hotel Caribe.

sabato 24 marzo – Partiamo alla volta di Uxmal (1 ora e 20 minuti di viaggio), dove c'è la magnifica Piramide dell'Indovino, struttura i cui spigoli sono smussati e arrotondati; una delle due scalinate è ripidissima, ma è vietato salire. Il sito è molto grande ed è popolato da una gran quantità di iguana. Vicino Uxmal ci sono i cinque siti della Ruta Puuc; noi ne visitiamo uno, Sayil.

domenica 25 marzo – Andiamo prima a Izamal, anonimo paesino dove però nel 1562 avvenne l’infame rogo di oggetti rituali e codici Maya, e dove sorge una enorme basilica di S. Antonio (costruita sulla base di una preesistente piramide, oggi distrutta), curiosamente visitata ben tre volte da Papa Woytila...). I misteri di Izamal... proseguiamo poi alla volta di Mayapan, altro sito ignorato dai circuiti turistici (per la nostra delizia) che fu capitale del periodo post-classico Maya; qui c’è un osservatorio astronomico e un’insolita torre cilindrica, probabilmente l’unica costruita dai Maya. In serata, la cena che si concluderà con un’altra esperienza indimenticabile: il cocktail locale denominato “Sacrificio Maya”, la cui consumazione richiede un’elaborata preparazione e l’intervento di almeno due camerieri...

lunedì 26 marzo – Al mattino, dopo aver fatto colazione, andiamo al Palacio del Gobernador ad ammirare il quadro che immortala il vescovo Diego De Landa mentre getta nel fuoco codici, idoli e icone Maya, nell’infame autodafé di Izamal); dopodiché ci prendiamo una mezza giornata di libertà, da dedicare ad attività rilassanti (tipo bagno in piscina in hotel) o allo shopping (vivamente consigliato l’acquisto di un’amaca; Merida è famosa in tutta l’America Latina per le sue amache); Merida, detta La Blanca, è culturalmente molto ricca, piena di librerie, biblioteche, ecc. Dopo pranzo si fa check-out e si va all’aeroporto a prendere il volo interno per Città del Messico, dove torniamo all’hotel Sevilla.

martedì 27 marzo – In mattinata tutti liberi, fino alle 19, quando ci ritroviamo all’hotel e andiamo all’aeroporto. Si possono fare diverse cose: visitare il mercatino esoterico di Sonora, o la Galleria Bellas Artes (con le opere di Diego Rivera e Frida Khalo), oppure lo Zocalo con le rovine del Tempo Mayor (sulle quali fu edificata la Cattedrale). In serata recuperiamo i bagagli all’hotel e prendiamo i taxi per l’aeroporto, dove abbiamo il volo Alitalia alle 23,45.

mercoledì 28 marzo
- Arriviamo a Roma alle 18,30.